Bottoni “turbina impazzita”

Il bellissimo edificio del Municipio di Sesto San Giovanni,  progettato da Piero Bottoni e completato nel 1967, ha nella Sala Consiliare, forse lo spazio architettonico moderno migliore, che architetto italiano abbia mai progettato. Uno spazio colto, dove i materiali e l’architettura, consegnano ai fruitori un’esperienza spaziale e materica, unica ed intelligente.

Quì a Sesto San Giovanni, Bottoni, ci ha anche consegnato una grande lezione di urbanistica, disponendo in maniera sapiente i volumi architettonici (consistenti ed alti), che generano, con il resto della città, un dialogo intimo fatto di abili relazioni spaziali di pieni e vuoti.

Ieri sera (29 marzo 2011) dalle ore 21,00, Piero Bottoni, si sarà rigirato nella tomba, roteando come una “turbina impazzita”. Infatti la Giunta, guidata da Giorgio Oldrini, ha illustrato (dopo le giuste pressioni della minoranza) il progetto di variante del Piano Integrato di Intervento (P.I.I. – Bozza preliminare) delle ex aree Falck, voluto dalla cordata Bizzi (http://www.lettera43.it/economia/9082/tallin-sesto-via-new-york.htm) che ha di recente acquistato i terreni.


Bozza progetto Preliminare ex aree Falck (Variante Bizzi)

Il progetto, redatto dallo studio della nota archistar Renzo Piano, estensore della prima proposta (http://www.sestosg.net/sportelli/falck/) voluta dal Gruppo Risanamento poi fallito, presenta delle sostanziose modifiche urbanistiche pur rimanendo invariata la quantità volumetrica del progetto precedente. Sostanzialmente le principali modifiche riguardano:

  • Realizzazione di una viabilità diagonale est/ovest che non risolve la problematica del sottopassaggio della Stazione di Sesto F.S., creando così più svantaggi (taglia il parco riducendolo) che vantaggi;
  • Realizzazione di un mega centro commerciale di 50/60.000 metri quadrati, visto che a Sesto e nell’intorno non ne abbiamo a sufficienza. Sarà questa la prima struttura che verrà realizzata a partire dal 2012;
  • Realizzazione di ben 12 bei grattacieloni di oltre 30 piani (anzichè dei 24 previsti nel progetto precedente), a residenza di alta qualità, quindi per ricchi, immersi nel verde del parco pubblico;
  • Sistematico allontanamento dell’edilizia convenzionata dal centro dell’intervento;
  • Poca edilizia residenziale veramente pubblica (Aler);
  • Troppa residenza e uffici (invendibili e medio e lungo termine);
  • Assenza di un sistema di trasporto pubblico, ma solamente ipotesi di trattativa in merito da parte dell’Amministrazione Comunale (accordo di programma), con Provincia e Regione (ambedue di Centrodestra) e ATM ed FS;
  • Assenza di cronoprogramma credibile. Il Gruppo Bizzi intende attuare i primi interventi a partire dal 2012, con la realizzazione del Centro Commerciale, della viabilità e degli insediamenti residenziali , nella zona a ridosso della Stazione FS, pari a circa il 30% dell aree. Ipotesi di conclusione di questa parte dei lavori per il 2015 (per l’Expo). Completamento di tutto l’intervento per il 2025

Sembra, il progetto presentato, un’utopia, soprattutto un atto di eccessiva fiducia nel futuro del mercato immobiliare lombardo. Oggi l’Area metropolitana milanese, vede contrarsi di molto la collocazione del terziario (molti immobili anche a Sesto sono nuovi e sfitti da anni, come a Milano), ed una leggera flessione della compravendita nel residenziale (- 3,6% a febbraio). Quindi sperare in una ripresa del mercato immobiliare, magari in coincidenza dell’Expo 2015, sembra un miraggio; ritornare ai volumi di scambio ante 2008, sarà praticamente impossibile.

Quindi è molto probabile, che questo sogno unitario di Bizzi & Oldrini, rimarrà solamente sulla carta, sarà oggetto di continue rivisitazioni e poi venduto  pezzi, come uno spezzatino. Il risultato sarà simile a molti interventi già realizzati nel milanese, ogni Giunta che succederà alla Giunta Oldrini, cercherà di sostenere il progetto, con ulteriori incrementi e regalie di volume, con improbabili modifiche funzionali e di masterplan. E poi probabilmente succederà, dopo il 2015, dopo l’Expo, un vero e proprio back-out del mercato immobiliare, ci ritroveremo, come a Madrid, con le strutture di improbabili volumetrie, abbandonate per decenni in attesa di acquirenti che mai verranno. Acquirenti, che, se si affacceranno di nuovo sul mercato, preferiranno andare a collocarsi a Milano anzichè nella triste e super-inquinata periferia milanese.

http://www.ilsussidiario.net/News/Scienze/2011/3/22/SALUTE-L-elenco-completo-dei-44-siti-italiani-a-rischio-tumore-per-i-residenti/3/161079/

Gira, gira, mitico Bottoni, che i tuoi eredi ed i loro amici politici, stanno distruggendo quell’idea di città che tu avevi, nel tuo piccolo,  magistralmente tracciato.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Ex Aree Falck. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...