Le Oldriniadi del cemento

2006 – Il Progetto di Renzo Piano per le ex aree Falck per il Gruppo Zunino

2011 – Il progetto “Variante” di Renzo Piano per le ex aree Falck per la cordata dell’immobiliarista Bizzi

Il cemento non viene “colato” nella sola città di Milano, che ormai da anni è governata dal centrodestra, con un PGT (piano di Governo del Territorio) demenziale dove si ipotizzano volumi per i prossimi due decenni per oltre 40 milioni di metri cubi; ma anche nella “ex Stalingrado d’Italia”, Sesto San Giovanni, da oltre sessanta anni governata dalla sinistra, non si scherza per niente. Nel suo piccolo il PGT, già operativo, ratifica un progetto di riqualificazione delle ex aree Falck, che il Sindaco Giorgio Oldrini (detto Peppone il cubano per la sua amicizia con Fidel Castro) definisce di rilancio e rinascita, in cui si fa una “colata” per oltre 3,5 milioni di metri cubi, aggiungendo nel prossimo decennio otre 25.000 abitanti agli attuali 82.000.

Oltre cinque anni fa il gruppo Zunino aveva presentato un progetto a firma della italica archistar Renzo Piano, per costruire, soprattutto case, case di lusso in oltre 25 grattacieloni. Un progetto elegante, con un grande parco, una nuova biblioteca e molto altro. Poi il fallimento del Gruppo Zunino, salvato da un gruppo di Banche (con a capo Intesa), e successivamente l’acquisto delle aree da parte di una cordata con a capo l’immobiliarista di origine italiana Bizzi.

Oggi,  Renzo Piano ha recepito, nel nuovo progetto richiesto dai nuovi acquirenti, le riserve del Comune guidato da Giorgio Oldrini, il progettista genovese ha implementato nelle trattative le contrarietà emerse tra i politici sestesi vicini al PD, mentre nulla è stato recepito delle opzioni dei cittadini e delle associazioni. Soprattutto, Piano,  ha ridotto il numero di torri per gli appartamenti ad alta qualità (e prezzo al metro quadrato di oltre 5.000-6.000 euro/mq). Ne erano previste 25, nel vecchio masterplan, sono state dimezzate, divenendo 12. Inoltre allora erano state collocate vicine ai quartieri già esistenti, nelle planimetrie odierne (soprastanti) sono collocate a ridosso del nuovo parco da 450 mila metri quadrati, non distante dalla “promenade diagonal” che porta alla stazione Fs. “È da qui che parte tutto” ha dichiarato Piano davanti al plastico del progetto.  Infatti, dalla stazione che verrà completamente rifatta, a mò di ponte che collega le due parti della ex città delle fabbriche. Da qui parte anche la diagonale da cui si vedrà in prospettiva la grande “rovina ferrosa” dell’ex acciaieria.
L’accordo con le Fs è la terza apparente novità del progetto, infatti non si è ancora tramutato in un’intesa scritta. Le Ferrovie cederanno alla cordata guidata da Bizzi l’area di proprietà attorno alla stazione, in cambio avranno un edificio nuovo e moderno.

L’ultima novità riguarda l’uso dei fabbricati di archeologia industriale Vittoria, T3 e T5, la cui struttura portante verrà conservata e al cui interno saranno inseriti i servizi che la cordata Bizzi realizzerà come standard in favore del Comune di Sesto, dalla biblioteca alle scuole, alle piscine, che saranno circondati per lo più dal parco. Bizzi ha confermato l’investimento complessivo da 2,6 miliardi di euro e che i lavori del primo lotto, partiranno dalla stazione, ed inizieranno entro il 2012, per essere pronti per il 2015 (l’anno dell’Expo di Milano). Questo primo lotto riguarderà un terzo della superficie ex Falck : 160 mila metri quadrati di residenziale, 100 mila metri quadrati di commerciale e 26 mila metri quadrati di terziario, ed infine un insediamento produttivo destinato a imprese impegnate in progetti ambientali. Ora la parola torna al Comune per gli accordi di programma con Regione e Provincia.

Un progetto decisamente meno sviluppato in altezza, ma che conserva le stesse volumetrie “impressionanti” del precedente. Un progetto con molti alberghi, che “spinge” l’edilizia convenzionata (per i più poveri ed i giovani) ai confini delle aree ex Falck, nei terreni meno pregiati. Ma di tutto ciò al “Peppone Sestese” non importa nulla, vuol la sua città ideale, per ricchi, ideata dall’amico architetto con cui ha diviso il grana con la bologna ed il vinello, nello studio parigino. Il grande affabulatore Renzo Piano ha colpito ancora, convincendo anche i più scettici amministratori sestesi. L’altra follia è l’assoluta mancanza di mezzi pubblici rapidi (metropolitane, metro-tramvie) per movimentare i futuri 25.000 residenti e gli oltre 10.000 addetti che ogni giorno percorreranno queste strade. Tante strutture per la vendita di prodotti, in centri più o meno piccoli, che completano l’accerchiamento della città da parte dei centri commerciali. E poi, il grande parco da 450 mila mq, chi lo manterrà, visto che le casse del comune sono a secco? Chi garantirà la sicurezza in queste zone? Tanta sostenibilità, nel progetto di Renzo Piano,  dal punto di vista impiantistico e tecnologico, poca nel senso di una sostenibilità ambientale vera, di una ecologia urbana di qualità, di una riciclabilità materica, di un low cost tipico di una città per tutti (e non per pochi). Le torri, con finiture d’alto livello, secondo me a Sesto, continuano a non avere senso, e saranno probabilmente quelle che faranno fallire l’intera operazione. Sesto è, volenti o nolenti, la periferia di una delle città più inquinate al Mondo, che si ostina a non riconoscere l’Area Metropolitana, e non è vocata per una residenzialità di lusso. Altro tema è che la nuova città di Sesto San Giovanni, dei ricchi, risulta “completamente avulsa” dal resto della città, creando con essa una vera e propria cesura. Che dire, in sintesi, per chiudere: “Bella porcata di sinistra!”. Forse si poteva fare di meglio………………………….molto meglio………

http://www.meetup.com/Grilli-Sestesi/pages/PROPOSTA_EX_FALCK_SESTO__ECO_%96_CITTA%92_MANIFESTO

Giorgio Oldrini

Con il rispetto del copyright delle immagini selezionate

 

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