Central Park con grattacieli dentro

Stasera 13 luglio 2010, alle 20,30, si è consumato, in Consiglio Comunale a Sesto San Giovanni, l’ennesimo atto dell’operetta “ Le ex aree Falck”. E domani sera si replica.

La serata: poco pubblico, cittadini accaldati e numero due “aiuti” dell’archistar Renzo Piano, presenti. Un grande plastico, rinnovato, con il progetto Bizzi, sulla base di quello del progetto di Zunino, dominava la Sala consiliare.

Il Sindaco Oldrini, in una “strepitosa” maglietta lilla (quello che invoglia), ha debuttato incensando il progetto e l’immobiliarista che ci stava dietro. Ha anche parlato di condivisione, di trasparenza, di progettazione partecipata…….Tutte balle, in realtà, la Giunta Oldrini stà facendo di tutto per fare passare il Piano Integrato di Intervento (P.I.I.), il più velocemente possibile, alla facciazza dei cittadini sestesi. Esemplare la ricezione del progetto e la conseguente fase di osservazioni, “giocata” ad arte, nel week end di Pasqua, in modo che i cittadini potessero trovarsi all’oscuro di tutto. Oggi che il progetto è quasi definitivo, grande presentazione alla città ed alla stampa (con presenti i vertici della cordata Bizzi), per “lanciare” l’inizio delle attività sull’area al più presto. Il tutto, anche nelle parole di Demetrio Morabito (assessore all’Urbanistica) senza fare minimamente il conto con la crisi immobiliare e con quella economica, con il mercato dell’edilizia, residenziale o terziaria milanese che sia, in pesante picchiata, che prima o poi scoppierà in una “bolla” peggiore di quella spagnola. Se andrà bene del progetto numero due dell’archistar Renzo Piano per le ex aree Falck, rimarranno solamente i telai di cemento vuoti, di alcuni dei dieci grattacieli, che i due progettisti dello studio (presenti loro perché il titolare era in un tour Americano), si affannavano ad evitare di citare. Grattacieli collocati con sapienza di parte, nell’enorme parco pubblico (40 ettari) del progetto urbanistico. Avremo così grattacieli privati di oltre 30 piani, per ricchi, collocati nel parco pubblico,affinché ne godano in maniera imperitura. Nessuno ha parlato dei numeri dell’intervento, onde evitare di dimensionare lo scempio cementificatorio in atto, né delle decine di migliaia di persone che diventeranno nei prossimi decenni sestesi residenti, né dei mezzi di trasporto che serviranno l’area. Già, infatti dei mezzi di trasporto, nel progetto, solamente le tracce possibili di un qualcosa che, forse, diverrà in itinere, non essendo per ora previsto assolutamente nulla. Esattamente l’opposto di quello che avviene in tutta l’urbanistica europea. Insomma cemento, ancora cemento, tantissimo cemento, compreso il grande centro commerciale esattamente al centro dell’area.  Sigh !

Con il rispetto del copyright delle immagini selezionate

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