ORco DIRetto

Ieri sera 8 novembre 2011, lunedì, abbiamo partecipato in tre ad un paio di riunioni interessanti che si svolgevano nella ridente cittadina di Sesto San Giovanni, che l’anno prossimo andrà alle Elezioni Comunali. Voglio quì riportarvi brevemente alcune considerazioni, che abbiamo fatto ieri sera in merito ai due eventi.

La prima riunione si svolgeva in un oratorio, e dopo un lungo lavoro di affinamento dello Statuto, era tesa a sottoscriverlo ed a fondare l’Associazione “Più Democrazia Diretta di Sesto San Giovanni”, ricalcando un modello già consolidato e sperimentato in alte realtà locali italiane teso ad applicare la legislazione vigente, dal basso, per ottenere una maggiore partecipazione dei cittadini alle scelte politiche ed amministrative. Presenti nella sala 10 persone, tutte over 45 a parte un giovanotto parecchio più giovane. La riunione saldamente presidiata da alcuni rappresentanti della politica locale, verso le 10,30, raggiungeva il suo obbiettivo di ottenere la sottoscrizione dello Statuto e quindi dare avvio a questa importante iniziativa. Già si programmavano un paio di eventi per il prossimo anno. Il tutto avveniva seguendo regole ben precise tipiche della strutturazione sociale “classica” della società italiana.

http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/09/18/sta-nascendo-piu-democrazia-a-sesto-san-giovanni-mi/

L’altro evento era rappresentato dall’ennesima riunione di un gruppo di Cittadini, che sempre a Sesto San Giovanni, cercava, sotto l’egida della Pubblica Amministrazione, di realizzare un orto condiviso (Or.Co). La riunione si svolgeva nella biblioteca di quartiere, presenti oltre 50 persone, quasi esclusivamente giovani, moltissime donne. Gli orti condivisi sono orti gestiti da un gruppo di persone e non da una persona sola o da gruppi familiari. Tali orti rappresentano degli esperimenti sociali, in cui alcune persone scoprono che ci sono cose, in questo caso un orto, che è possibile e piacevole gestire insieme e trarne prodotti a chilometri zero, altamente biologici.  Questo vuol dire anche che un orto condiviso deve essere pensato e progettato insieme, organizzato insieme, coltivato insieme; diventando un’occasione di coesione sociale. Il tutto avveniva con categorie di pensiero e regole molto libere, anti-canoniche, senza lacci o lacciuoli, molto naturalmente.

http://www.facebook.com/event.php?eid=302747009751550

Conclusioni –  Ieri sera abbiamo avuto in tre, la sensazione che in Italia ci sia una specie di “frattura insanabile” tra una maniera tradizionale, ed una alternativa, di “costruire” la società. Ambedue aspirano alla costruzione di una società migliore, più partecipata, più responsabile, più condivisa, più “ecologica” ma mentre la prima è “imbrigliata”, “ingessata” da regole e procedure per rendersi credibile e quindi attira solamente un pubblico limitato; la seconda essendo più “sciolta”, più “libera”, riesce, su un tema, come la realizzazione di un tema concreto, tangibile (un orto condiviso), a creare una “politica” migliore più partecipata, più “diretta”.

Che il problema degli italiani, sia quello di aver assistito per anni ad una “macelleria sociale”, ad “uno scempio della vita civile” per cui, oggi solamente la costruzione attiva, diretta di qualcosa di tangibile, come produrre un pomodoro o una zucca, riesce a  restituire delle “prospettive”, degli “scenari” su cui ipotizzare il futuro. Mentre, ogni azione politica, anche la più seria e meritevole viene vista “automaticamente” come un qualcosa da rifiutare. Sono quesiti importanti, anche per una Lista Civica, come la nostra, che intende proporsi ai Cittadini Sestesi, con una maniera nuova di fare politica. Certo l’ambiente, il paesaggio, la natura, l’ecologia, costituiscono ancora, per molti “un’arca” in cui rifugiarsi, anche quì a Sesto S.G., dove l’orto condiviso lo si farà nel Parco della Media Valle del Lambro, a poche centinaia di metri dalla Tangenziale est, vicino all’alveo del Lambro e con vista ciminiera del termovalorizzatore CO.RE e dell’antenna Mediaset di Cologno Monzese. Ma forse ciò a cui si aggrappano disperatamente i Cittadini per sentirsi ancora tali, in questo Paese villipeso, è la terra, la poca terra rimasta libera, più che la carta bollata e le promesse aleatorie.

Con il rispetto del copyright delle immagini selezionate

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