Sesto Vendesi

Ieri sera, 22 novembre 2011 alle 21,00, mi sono recato in via Forlì 15 a Sesto San Giovanni, dove insiste un pubblico edificio, che è poi la Biblioteca di Quartiere dedicata ad Abramo Oldrini, babbo del “baffone” Giorgio, Sindaco di Sesto San Giovanni ancora per qualche mese. Quì si teneva una riunione sulle attività edilizie in atto a Sesto San Giovanni, le più dovute alla “lungimiranza cementificatoria” delle Giunte Oldrini .

Riunione molto interessante e ben gestita, una sessantina di partecipanti, purtroppo molto presidiata dalle forze politiche locali (Verdi, Sel, Pd e compagnia bella). Il tema era la cementificazione selvaggia della città. Sembra incredibile, ma nonostante gli obbrobri evocati da coloro che gestivano la serata, non si è riusciti a generare nei partecipanti una pacifica “carica rivoluzionaria”, tesa ad individuare meccanismi per contrastare (e lo si può fare) questo vero e proprio scempio in atto. Ai più, come al solito, alla fine, interessava quasi solamente, la buca nella strada sotto casa, l’altezza dell’eventuale palazzo che gli costruiranno di fronte, il prolungamento di una strada/autostrada (viale Edison) che non consentirà più ad alcuni residenti una vita tranquilla. Alcuni dei partecipanti all’assemblea, cercavano di concentrare l’attenzione in merito alla cementificazione di Sesto S.G., sulla amministrazione comunale, che in periodo di “crisi economica” ed in mancanza di soldi, cerca nell’incentivazione dell’attività edilizia, gli oneri di urbanizzazione per rimpinguare il  proprio bilancio. Con l’andare in là della serata si delineava una scarsa mancanza di una visione globale del problema.

Mi sono chiesto il perchè. Probabilmente ciò è dovuto al fatto che a Sesto S.G., come in tutta Italia, tutti siamo proprietari di una casa (se non di due) e come al solito, si guarda solamente al proprio intorno, a tutelare il proprio bene, e basta. Spesso, si è, anche, nel proprio piccolo, dei cementificatori, avendo avuto accesso ai numerosi condoni edilizi che si sono succeduti in questi decenni.

Mi sono anche chiesto se è poi vero che le amministrazioni comunali “campano” di oneri di urbanizzazione. Da un’analisi del Bilancio previsionale 2011 del Comune di Sesto San Giovanni, risulta evidente che dei 122 milioni di euro, solo il 16% è imputabile ad entrate “extratributarie” (19,5 milioni in cui sono accorpati anche gli incassi per oneri di urbanizzazione). Quindi, non è vero che la amministrazioni comunali “campano” di oneri di urbanizzazione……… campano soprattutto di entrate tributarie (41%).

http://www.sestosg.net/CmsReply/ImageServlet/bilancio_previsione_sintesi_11.pdf

Allora quale è la verità? La verità è che l’edilizia è la principale attività umana su questo pianeta e da decenni in Italia, si persegue la distruzione sistematica del paesaggio, del territorio, in funzione di un “legame perverso” tra diversi soggetti : lo Stato, le banche, gli immobiliaristi, le imprese edili, i comuni e soprattutto i cittadini. Spiego brevemente. Lo Stato da molti decenni, almeno dalla fine degli anni Novanta, non produce più immobili popolari (le ex case IACP) , tale mancanza di produzione di alloggi ha “gonfiato” enormemente  il mercato immobiliare, orientando “per forza” i cittadini verso esclusivamente l’acquisto della casa. Si fà un bel mutuo ventennale, trentennale e poi si è proprietari. Le banche si sono “buttate a pesce” sul mercato immobiliare e da decenni, investono poco e si trovano a bilancio molto.

La situazione è che ci troviamo in un “mercato folle”, dove il costo di costruzione delle abitazioni è rimasto attorno a 1000/1500 euro per metro quadrato, a fronte di valori immobiliari che quando va male, si aggirano mediamente attorno a 2.000-2.500 €/mq (case in cooperativa) e se va bene superano i 14.000-18.000 €/mq (Garibaldi-Repubblica). le imprese edili sono “gioiosamente incastrate” in questo meccanismo, lavorano sempre di più a costi sempre più contenuti e con tempi sempre più ristretti, onde consentire alle banche, ed agli immobiliaristi, di rientrare il prima possibile dagli investimenti e generare nuove operazioni immobiliari. Operazioni immobiliari che vedono i comuni, alla “canna del gas”, con bilanci sempre più risicati, tra i primi “stimolatori” (ma non gli unici come abbiamo visto) di queste “iniziative immobiliari”. I cittadini “stritolati da questo meccanismo”, alimentano questo “mercato perverso” con il loro lavoro, pagando i mutui per la casa e depositando i loro risparmi in banca.

Per le banche, operare nel mercato immobiliare, significa fare un investimento. È un artificio di bilancio (perfettamente legale), i “guadagni” ci sono solo sulla carta, quello che per tutti sarebbe un debito, per le banche  non è una negatività. Addirittura : nel caso di Progetti Immobiliari di Grandi Dimensioni, consente di iscrivere a bilancio una rendita tra il 5 ed il 6% annuo, che è la resa media di un prodotto immobiliare. Per le banche questa pratica risulta molto più conveniente e semplice, rispetto a concedere un mutuo per l’acquisto di una casa, ad un cittadino onesto, oggi che i tassi fissi e variabili sono nell’ordine dell’1-3 per cento. Fanno così “godere” gli azionisti e “fanno brillare” il valore delle banche in Borsa.

Tutto ciò fa si che le banche stanno diventando lentamente proprietarie della maggior parte degli immobili realizzati, dato che gli immobiliaristi, in un mercato sempre più asfittico, danno in conto finanziamenti (alle banche), gli immobili sfitti o invenduti. Gli stessi immobiliaristi, non pagano le imprese, che sono costrette a rivolgersi proprio alle banche per avere finanziamenti. Mentre i proprietari (i cittadini) se non riescono a pagare il mutuo diventano insolventi e le banche si impossessano del loro alloggio.

Ecco perchè si cementifica Sesto San Giovanni, con un progetto di riqualificazione delle ex aree Falck, che sembra una “follia realizzata”, e che ai più, dà l’impressione che molte delle case progettate sulla carta, rimarranno invendute; perchè ad ogni operazione immobiliare (di cui una parte rimane invenduta) deve succederne un’altra più grossa in grado di compensare le “perdite” della precedente…………….fino al “delirio del cemento fine a sè stesso” !

E la salvaguardia del paesaggio, del territorio (art. 9 della Costituzione Italiana), che non è un problema esclusivamente Sestese, ma di tutta un’area Metropolitana, e soprattutto di una Nazione, dove sta? E la moltitudine di cittadini “incazzati neri” dove stanno? E la nostra coscienza dove stà? Ma prima o poi, di questo andazzo, esploderà tutto e magari un giorno, “svegliandoci” ci troveremo proprietari di immobili che non valgono nulla !

Con il rispetto del copyright delle immagini selezionate

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Democrazia Partecipativa, Ex Aree Falck, Lista Civica. Contrassegna il permalink.

4 risposte a Sesto Vendesi

  1. John Dekker ha detto:

    “e la moltitudine di cittadini “incazzati neri” dove stanno?”

    Non sono incazzati. Sono solo in ansia, preoccupati, assolutamente incapaci di reagire:
    anche perché la reazione porterebbe drammaticamente fuori dal tran tran quotidiano.
    Solo quando il tran tran quotidiano viene interrotto da un evento esterno: un licenziamento, un brusco doloroso crollo del reddito, allora forse può innescarsi la protesta.
    Alle manifestazioni di protesta, di veramente incazzati per ora ho visto soltanto i blackbox
    (ma forse, anche loro, solo per mestiere)
    Tuttavia reputo che la crisi economica (e per adesso ne vediamo solo una piccola punta d’inizio)
    aiuterà molto. Non credo che potranno costruire immobili invendibili ancora a lungo.
    Tra Banche e costruttori si immobilizzaranno ben serrati e arrotolati su se stessi.
    E’ molto triste osservare che solo la crisi riesca ad aiutare: non consola sapere
    che solo con la ns faccia siamo riusciti a fermare i pugni dell’avversario.

    Tuttavia abbiamo fatto, recentemente, noi tutti, una scoperta molto importante.
    Abbiamo scoperto che non c’è democrazia in Italia; non c’è mai stata!
    E’ un ottimo inizio perché si reclami tutti ciò che serve: semplicemente democrazia!
    DEMOCRAZIA DIRETTA però, non mi basta semplicemente “Più Democrazia” …
    Nel massacro dell’Italia che osserviamo quotidianamente vorrei almeno mantenere alto l’obiettivo.

    DEMOCRAZIADIRETTA è un obiettivo ed anche un logo, non trovate ?

  2. Dasir ha detto:

    Grandissimo John, saresti un “candidato” ideale !

  3. Dasir ha detto:

    Dobbiamo essere “erosi dai dubbi” SEMPRE, proprio come l’orografia del nostro Paese. Bastano quattro gocce di pioggia per farlo franare !

  4. von Hayek ha detto:

    Eccellente analisi.
    Vorrei far notare però che questo andazzo non è solo di questi ultimi anni.
    Io abito a Sesto da quando ero bambino (salvo un periodo di mezzo in cui ho abitato a Milano) e ho assistito alla rapida cementificazione degli anni ’60.
    In pochi anni si sono mangiati la città e l’hanno distrutta per sempre.
    Certo, allora non c’era la coscienza che c’è oggi.
    Tanto più incredibile appare quindi la politica delle ultime giunte che consiste nel cementificare anche gli ultimi buchi rimasti libero.
    I 16 anni di stop delle aree Falck non sono in contraddizione con questo progetto perché ormai è evidente cosa c’è dietro.
    Anche se lo abbiamo sempre saputo, fin dal primo momento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...